close
Breaking news

Sei alla ricerca di un programma tv o di un film da guardare sul divano ma non ...read more Da oggi “Swoosh”, il primo singolo ufficiale di Dariè Baby, artis...read more Il rapper lancia il nuovo disco, in uscita il 26 giugno: «Lo definirei sobrio,...read more Leggere testi ad alta voce ed essere pagati per farlo. L’azienda di servi...read more Si intitola “Una voglia assurda” e uscirà venerdì “L...read more Aveva 51 anni e si trovava in Sicilia. Il ricordo dei colleghi: «Un grande per...read more ”Rabbia ed orgoglio dei dottori commercialisti verso le insinuazioni ...read more Torna Barbara Gilbo con la sua suadente e graffiante voce pop/rock e con un pez...read more Ideato da Tohru Iwatani, mentre guardava una pizza dopo averne mangiato la...read more Si chiama Avi Schiffmann e ha spiegato: “Non sono uno speculatore, non vo...read more

Il “Pifferaio Magico” e i suoi musicanti a spasso per l’Europa

I Jethro al completo immersi nella lettura del St. Cleve Chronicle del 7/01/1972

È ormai assodato il ritorno sulla scena europea della celeberrima band blackpoolese, nota con l’ultimo nome con il quale i componenti si sono fatti chiamare, ovvero, Jethro Tull.

Ebbene, sì. Pensate che, ai primordi del loro viaggio musicale, anche i superJethro hanno avuto un periodo di buia inesperienza: presentandosi nei locali della vecchia Inghilterra per offrire ai topini la loro musica, erano costretti a cambiare ogni volta nome della band, poiché i gestori dei locali non avevano alcuna voglia di sentire continue lamentele da parte dei clienti sulle brutte e grezze melodie che i musicanti propinavano con tanto, seppur incompreso, ardore. Ma, accadde così che, una sera, finalmente andò bene: nessuna lamentela, la gente era divertita, affascinata da quella musica che scoppiettava di novità. Il gestore del locale, entusiasta, chiese ai soddisfatti e stanchi menestrelli di esibirsi ancora, in futuro. E così, i Jethro Tull di quella sera, rimasero i Jethro Tull di sempre.

Sarebbe davvero limitante etichettare come “gruppo Prog” questa band, la quale ha cambiato tanti attori sulla scena; fatto sicuramente straordinario e innovativo, che ha portato ad un mai banale e ritrito e stanco tono musicale. La nuova linfa, ammaestrata dalle sottili dita dello storico fondatore Ian Anderson, e filata

Il “pifferaio magico” Ian Anderson

dal quasi onnipresente chitarrista Martin Barre e dall’instancabile batterista, dal 1984, Doane Perry, ha garantito alla formazione inglese una stabilità e una produzione artistica varia e sempre rigenerante. Dal jazz-blues, all’art-rock, passando per l’hard-rock, il folk-rock e il synthpop, i musicanti di Blackpool (e affiliati) hanno generato insormontabili capovolari come “Aqualung” (1971), “Thick as a brick” (1972), “Ministrel in the Gallery” (1975), “Song from the wood” (1977), “Heavy horses” (1978), “Creast of a knave” (1987); e questi, solo per citarne alcuni!

La vecchia e rinomata band ipersperimentale sta trascorrendo il 2012, quarantesimo anno dall’uscita di “Thick as a brick“, in giro per l’Europa, riproponendo questa pietra miliare degli anni ’70 alle nuove generazioni che, in quanto a musica, e non solo, stanno vivendo decenni oscuri, e ai vecchi appassionati che hanno sognato e sentito profondamente su quel susseguirsi sicuro di note.

Vero e proprio concept album, esasperato dallo stesso Anderson nella composizione di un unico brano, “Thick as a brick” narra di un fantomatico bambino prodigio, Gerald Bostock, autore dei testi che ascoltiamo, della cui carriera e premiazione il concept parla, presentando un similarticolo del “St. Cleve Chronicle” del 7/01/1972.

Dopo Frederiksberg (Danimarca), sul territorio italiano i Tull saranno il 30/11 a Padova, il 2/12 a Lucca, il 3/12 a Roma e il 4/12 a Modena. Eseguiranno: Thick as a brick part 1 Thick as a brick part 2 From A Pebble Thrown Medley: Pebbles Instrumental / Might-Have-Beens” Medley: Upper Sixth Loan Shark / Banker Bets, Banker Wins Swing it far Adrift and Dumbfounded Old School Song Wootton Bassett Town Medley: Power and Spirit / Give Till It Hurts Medley: Cosy Corner / Shunt and Shuffle A Change of Horses Confessional Kismet In Suburbia What-ifs, Maybes And Might-have-beens (La scaletta potrebbe subire variazioni da parete dell’artista).

Rimaneggiamento della copertina dell’album in occasione del tour

Insomma, una splendida occasione per rivivere suoni plurisfaccettati e risonanti di musiche lontane. Per chi non potesse andare, esistono i veri e cari CDs o vinili registrati in ottima qualità. Ma, rimanere estasiati, ammaliati, travolti da melodie eseguite da mani accorte e veloci e sguardi ritmati, beh: quella, è un’altra storia.

Tag:, , , , , , , , ,

No Comments
Story Page

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi