Nesli contro Fibra: caro Fabri, ecco perché non ti parlo dal 2008
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Nesli contro Fibra: caro Fabri, ecco perché non ti parlo dal 2008

Direttamente da Panorama un’intervista rilasciata da Nesli, che spara a zero sul fratello.

«Ho chiuso i rapporti con mio fratello tre anni fa, quando nella sua vita è crollato il confine che separa la persona dal personaggio. Da un certo punto in poi non ha più voluto togliersi la maschera di Fabri Fibra».

Va dritto al punto Nesli, alias Francesco Tarducci, rapper dai buoni sentimenti e fratello minore dell’Eminem italiano, quel Fabri Fibra che nei testi delle sue canzoni spara senza riguardi su tutto e tutti, politici, Laura Chiatti, i figli dei Pooh, Fabio Fazio, i tronisti e, naturalmente, due colleghi: Marco Carta («Due righe parallele che viaggiano all’infinito. Nello spazio vuoto senza mai toccarsi l’una con l’altra. Come la f… e Marco Carta») e Marco Mengoni («Secondo me Mengoni è gay ma non può dirlo perché poi non venderebbe più una copia. Già me lo vedo, in camera arriva una f… Prende il suo c… in mano e lui: “Lasciami, ti prego!”»).

«Abbiamo inciso dischi e suonato insieme per anni, poi non ce l’ho più fatta perché non sopportavo il rito degli insulti, il cliché del rapper cecchino che impallina tutti.
E poi, lui, a che titolo parla delle preferenze sessuali degli altri? Che cosa ne sa? Distruggere tutti è troppo facile.
Una visione maledetta del mondo ti rende più interessante, questo lo capisco. Però, che noia cantare tutte le sere quella roba».

Sarà anche per questo che Nesli ha scelto di tornare in pista con un disco, L’amore è qui, che è un inno alla vita e alla felicità:

«Sono l’unico esponente hip hop che esprime la gioia di vivere, la bellezza dei sentimenti.
Sono tornato a galla dopo essere stato mollato dalla Universal (la casa discografica del fratello, ndr). Mi sono anche preso del cretino da Fibra e da quelli del suo giro, perché non ero abbastanza cattivo e contro, perché non facevo le cose che andavano fatte.
Ma è sempre stato così, anche a scuola: io l’idealista romantico, lui lo stratega, quello furbo che con due sviolinate riusciva a farla franca. Io, invece, mi sono fatto anche bocciare due volte».

A chi obietta che lo scontro mediatico tra fratelli rapper potrebbe anche essere una furbata per promuovere i rispettivi album, Nesli replica convinto:

«E come ci saremmo messi d’accordo, se non ci parliamo dal settembre 2008?
Io mi ritengo un uomo risolto e non voglio avere contatti con Fabri perché il suo modo d’essere mi turba, mi mette ansia, mi porta a sentirmi a disagio con il resto del mondo. Lui vive tormentato, io mi sveglio e mi addormento felice.
Quando ho incontrato Mengoni, avevo un po’ di vergogna. Come se avessi voluto dirgli che con quello che canta Fabri non c’entro, che non mi va di sposare quella causa».

Figurarsi se domani dovesse incrociare Laura Chiatti, anche lei citata con dovizia di particolari nelle parole di Vip in trip, l’ultimo hit del fratello: «Laura Chiatti me la voleva dare, ma io dovevo lavorare, lavorare, lavorare…». Nesli sorride, ci pensa su un attimo e poi dice la sua:

«Conoscendolo bene, non credo proprio che avrebbe declinato un invito di Chiatti per continuare a lavorare».

Poi, prima di congedarsi, regala un flash di vita familiare:

«Mia madre soffre molto per questa divisione, ma presto finiremo col vederci».

Per fare finalmente la pace?

«No, dal notaio per vendere la casa di famiglia».

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