close
Breaking news

Sei alla ricerca di un programma tv o di un film da guardare sul divano ma non ...read more Da oggi “Swoosh”, il primo singolo ufficiale di Dariè Baby, artis...read more Il rapper lancia il nuovo disco, in uscita il 26 giugno: «Lo definirei sobrio,...read more Leggere testi ad alta voce ed essere pagati per farlo. L’azienda di servi...read more Si intitola “Una voglia assurda” e uscirà venerdì “L...read more Aveva 51 anni e si trovava in Sicilia. Il ricordo dei colleghi: «Un grande per...read more ”Rabbia ed orgoglio dei dottori commercialisti verso le insinuazioni ...read more Torna Barbara Gilbo con la sua suadente e graffiante voce pop/rock e con un pez...read more Ideato da Tohru Iwatani, mentre guardava una pizza dopo averne mangiato la...read more Si chiama Avi Schiffmann e ha spiegato: “Non sono uno speculatore, non vo...read more

Andrea Amarù racconta il nuovo singolo “Baila”

Il cantautore torinese di origini siciliane Andrea Amarù, proviene da una lunga gavetta, e tutte le sue esperienze gli hanno permesso di capire come la purezza in musica ripaghi. Il nuovo singolo Baila (è un sogno)Gadai Music/TuneCore– realizzato insieme al rapper Zakyz evoca una musica di festa che viene da lontano. C’è il profumo inebriante della campagna – un segnale che non permette immobilismo -. Sono tutte tentazioni, attrattive del pifferaio magico che guidano Andrea Amarù verso l’inevitabilità della danza.  Perché nel sogno del ballo ci ritroviamo tutti, in ogni generazione e in ogni epoca. In quella strana danza che è la vita, tutto il tempo che abbiamo speso ballando ci ha fatto riscoprire la sintonia con il movimento circolare della quotidianità del sole che sorge e tramonta, degli astri che si rincorrono e del vivere stesso con il suo andamento circolare. E ballare diventa sinonimo di sognare. 

La copertina del singolo “Baila”

Baila (è un sogno): com’è nato questo brano?

Baila è nato principalmente dalla voglia di esprimere ciò che sono sempre stato e rispecchia soprattutto quello che è il mio retaggio artistico e personale. Volevo un brano che potesse in qualche modo distogliere l’attenzione da tutto ciò che abbiamo vissuto in quest’ ultimo periodo.Credo ci sia una forte voglia di tornare a vivere, ballare e sognare e Baila è un brano che inneggia a tutto questo.

L’incontro con Zakyz, come è avvenuto?

Ci siamo conosciuti in uno studio di Torino, grazie a delle amicizie in comune, io stavo cercando la  collaborazione di un rapper che potesse portare un valore aggiunto al brano, che potesse dare un apporto che andasse oltre la freschezza che vuole trasmettere il brano. Luca, che è il nome di battesimo di Zakyz, è uno studente dell’Accademia delle Belle Arti di Torino, pertanto ho creduto fin da subito che potesse essere il connubio perfetto che stavo crecando. E credo di non essermi sbagliato.

Il verso di Baila che ti racconta meglio.

Direi che sono “Camminiamo nella confusione”  unito a  “Sono fuggito dal peccato come Caravaggio, o forse l’ho portato dietro come Michelangelo” !?!?

Il videoclip del singolo “Baila”

Quando hai capito che la tua passione poteva diventare un mestiere?

Probabilmente quando ho iniziato a percepire i primi consensi del pubblico durante le mie prime esibizioni in strada, che si sono poi concretizzati dopo le prime esperienze televisive e discografiche. Anche se a dire il vero non credo esista un momento vero e proprio. Fare musica è un po’  come scoprirsi continuamente, è un mondo pieno di sorprese, gioie e delusioni, giorno dopo giorno, non si finisce mai di imparare e di acquisire esperienze e conoscenze. Un attimo prima vuoi abbandonare tutto e l’attimo dopo magari vieni colto da un entusiasmo che ti fa tornare in pista più forte di prima.

Se non fossi un artista musicale, cosa saresti?

Probabilmente avrei comunque cercato di fare un mestiere che mi permettesse di avere un contatto diretto col pubblico. Sono fondamentalmente uno spirito libero. Ho svolto parecchi lavori nella mia vita, dalla fine della scuola fino al compimento dei 20 anni, poi ho lasciato tutto per dedicarmi solo alla musica. Mi piace molto cucinare, e devo dire che me la cavo molto bene, trovo che anche quella sia una forma d’arte che richiede un certo talento.

Le tue influenze artistiche?

Ho sempre ascoltato prevalentemente la musica leggera (Pop), soprattutto quella degli anni ’60, italina e non. Essendo anche amante  del costume e della cultura di quell’epoca d’oro, a mio avviso irripetibile, nonché cuore pulsante della discografia italiana, artisti come Gianni Morandi, Rita Pavone, Patty Pravo, Claudio Baglioni, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Lucio Dalla, Riccardo Cocciante, Renato Zero e Paolo Conte, fanno parte del mio bagaglio culturale musicale. Adoro la musica napoletana, un genere musicale che mi appartiene molto e che ha sempre fatto parte del mio repertorio, ma la musica caraibica ha avuto ed ha tuttora un ruolo molto importante nella mia vita artistica. 

Tag:, , , ,

No Comments
Story Page

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi