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Euro 2016 – Rendez-vous col Delirio, day #20: l’ultimo ruggito vichingo

Ventesima giornata che, come prevedibile, manda i padroni di casa francesi in semifinale. Gli applausi, comunque, sono tutti per l’Islanda.

Andiamo a noi.

euro2016

Francia – Islanda 5-2

Il primo tempo è mattanza. Prima Giroud, poi Pogba (era ora, eh), il Musagete Payet e Le petit diable Griezmann fanno 4-0 in 45 minuti. Senza alcuna pietà. Pregevole la prestazione di Halldorsson, il portiere islandese, che si fa passare il pallone da ogni dove non beccandolo mai una volta. Applausi.

Nella ripesa c’è più Islanda. Mettono in campo il cuore e al 56esimo è Sigthorsson a bucare Lloris. I francesi, però, rispondono subito. Tre minuti dopo ci pensa Giroud a spegnere ogni entusiasmo islandese: inzuccata su ennesima uscita a casaccio di Halldorsson. Ma per spegnere del tutto una nazionale come l’Islanda ci vuole ben altro, e lo dimostrano (se mai ce ne fosse bisogno) continuando a provarci. Così, all’84esimo, accorciano ancora le distanze con Bjarnason. Finisce 5-2 e la Francia accede alle semifinali, dove incontrerà i crucchi e sarà dura.

L’Islanda torna a casa, ma lo fa dando una lezione di sport non solo all’Europa ma al mondo intero. Lo sanno bene i tifosi in festa, nonostante i cinque gol presi. Consapevoli che quei ventitré calciatori hanno fatto tutto ciò che gli era possibile – e probabilmente anche più – per rendere orgogliosa una nazione intera. Il risultato finale è comunque leggendario. Non saranno i cinque gol incassati a macchiare un cammino straordinario e impronosticabile. Cuore. Sacrifico. Passione. Rimane questo. Ed è più che una vittoria.

Il saluto, o meglio l’ultimo ruggito vichingo, è da brividi. Commentarlo – oltre che inutile frangia lessicale – sarebbe sacrilego. Ve lo lascio qui sotto, dandovi appuntamento a giovedì. Au revoir.

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