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Rachele Bastreghi, io ti perdono

Lo za10710695_10152917741474776_8794011890686368243_npping è la panacea di tutti i mali: quando la connessione va a rilento, il buffering di True Detective non si carica manco a pagarlo e il locale sotto casa tua passa in rassegna i mitici anni’90, l’unico spiraglio di speranza è il telecomando. Cominci con i gentilmente-offerti del digitale terrestre e vai a ritroso (sperando di riuscire a riavvolgere il tempo fino agli anni in cui davano Relic Hunter) : è così che mi ritrovo Rachele Bastreghi su Rai Uno, su un palco con un cappellaccio alla Calamity Jane, inondata di luce blue, che canta en français mentre un tizio la fissa in un modo tutto italiano. A stranirmi ulteriormente è l’apparizione di Anna Valle che spia da lontano il marito fedifrago, suppongo. Lì capisco che si mette male ma il fascino ammaliante di Rachele mi ha già catturato e non ho nemmeno il tempo di chiedermi che cosa stia cantando. Ad esibizione finita mi fiondo su Google in modalità ricerca-dati: la voce femminile dei Baustelle stava presentando il suo nuovo singolo “Mon petit ami du passè” all’interno del fortunato sceneggiato rai “questo nostro amore 70”.

Ora aldilà di polemiche sterili sul “vendersi male” di un artista, che comunque lasciano il tempo che trovano di fronte ad un talento tangibile, Rachele Bastreghi ci stupisce tutti con l’uscita del suo primo album da solista (prevista per il 25 gennaio) e quella del primo singolo ( che sarà reperibile dal 15 dicembre su i tunes) . Per tutta l’estate ha affiancato sul palco diversi pezzi grossi come i Virginiana Miller, o Le luci della centrale elettrica e non avrei mai pensato che si sarebbe dedicata ad un disco tutto suo adesso. In realtà qualcosa si stava già muovendo negli ultimi due album dei Baustelle,  in cui la sua voce è più presente e ciò che canta dà da pensare a qualcosa di scritto di suo pugno . Sembravano solo mie congetture, ma questo primo singolo mi dice che forse ci avevo azzeccato.“Mon Petit ami du passè è un omaggio agli anni ‘70 francesi, alle sue atmosfere elettriche quando gli chansonnier cantavano in locali angusti pieni zeppi di tabagisti incalliti.Ammetto di aver provato un tantinello di ribrezzo nel vedere la cantante di uno dei miei gruppi preferiti nell’ennesima fiction di Rai Uno, ma la sue movenze sinuose e la sua voce d’altri tempi mi ha subito riempito di orgoglio e mi ha riportato a quell’ormai lontano 2008 in cui la mia eroina mi abbracciò forte, nonostante grondassi sudore da ogni poro.

Per questo motivo aspetto con ansia il 15 dicembre ed è per questo stesso motivo che io Rachele Bastreghi, ho deciso di perdonarti.

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