Sanremo 2021 – Le pagelle della terza serata| Atom Heart Magazine
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Sanremo 2021 – Le pagelle della terza serata

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Premessa sempre QUI. Si prega di leggere.

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Noemi e Neffa – Prima di andare via: 4,5. Fossero andati a tempo potrei anche dire che tutto ciò non ci serviva e invece neanche ‘sta gioa. Noemi salva un po’ la situazione con la voce, ma sta ancora finendo la canzone perché Neffa è partito a cantare due ore dopo. Poraccia.

Fulminacci, Valerio Lundini e Roy Paci – Penso Positivo: 7. Che figata è stata.

Renga e Casadilego – Una ragione di più. 0-0=0. Eheh! Che poi uno dice. Vabbbè, dai. Poteva andare peggio. Ho ragione, no? Sì che ho ragione! Poteva – chessò – cadere un meteorite. Dai. E invece no. È arrivato solo Renga. Siamo vivi. Con i maroni a quadrettini, ma siamo vivi. Poteva andare peggio. Yuppi.

Extraliscio, Davide Toffolo e Peter Pilcher – Casatchock-Rosamunda: 6,5. Tanto trash divertente per iniziare la serata in allegria. Promossi.

Fasma e Nesli – La Fine: 3. Inizia. Microfono di Fasma spento. Ogni tanto una gioia. Poi sistemano e l’autotune di Fasma si manifesta in tutta la sua sfasciacazzagine. Che bello, eh? Arriverà la fine e sarà la fine.

Bugo e Pinguini Tattici Nucleari – Un’avventura: 3. No, non sarà un’avventura. Ma l’Apocalisse proprio. Si salvano solo i Pinguini Tattici Nucleari che, bontà loro, hanno fatto di tutto per rianimare un pezzo clinicamente morto.

Francesca Michielin e Fedez – Medley di troppa roba che la metà basta: 3,5. Difficile fare un medley e non cantare discretamente neanche una canzone su 800. Bravi loro.

Irama – Cyrano: 2. Ne avevamo davvero bisogno? Ma soprattutto, solo a me sembra Dartagnan?

Maneskin e Manuel Agnelli – Amandoti: 5. Reunion X-Factor con Agnelli che a tratti funziona. Pensavo peggio, speravo meglio, ma i Maneskin ormai sono prigionieri delle aspettative che avevano creato agli esordi ed è difficile andare oltre se non le rispetti.

Random e The Koloros – Ragazzo Fortunato: 2. Mi ha chiamato la Musica, dice che s’è rotta il cazzo. Di sette note in croce non ne hanno presa mezza.

Willie Peyote e Samuele Bersani – Giudizi Universali: 9. Lasciatemi sognare in pace (citazione necessaria).

Orietta Berti e Le Deva – Io Che Amo Solo Te: 8. Sentite che bello quando tutte le note sono al loro posto o sono solo io?

Gio Evan e i cantanti di The Voice Senior – Gli Anni: 3. Ensomma, Gio. Comunque “Gli Anni” degli 883 sempre da cantare in piedi, mano sul cuore e via con gli accendini. Magari mettendo muto alla tv, che ‘sta cover è stata a dir poco imbarazzante.

Ghemon e Neri Per Caso – Le ragazze, Donne, Acqua e Sapone, La canzone del sole: 8,5. Come funzionano bene insieme. COME.

La Rappresentate Di Lista e Donatella Rettore – Splendido Splendente: 8. La Rettore e Veronica si incastrano alla perfezione. Lezione di stile.

Arisa e Michele Bravi – Quando: 6. Non sono il più grande fan né di una né dell’altro, ma la coppia funziona e la cover si fa ascoltare. Certo non la riascolterò, eh. Son quelle cose che fai una volta nella vita perché devi.

Madame – Prisencolinensinainciuso: 7,5. Non avrei saputo immaginare cover più azzeccata per lei.

Lo Stato Sociale, Emanuela Fanelli e Francesco Pannofino – Non è per sempre: 8,5. Bravi, bravi, bravi. Menzione d’onore per aver portato i riflettori sui lavoratori del mondo delle spettacolo fermi da oltre un anno.

Annalisa e Federico Poggipollini – La musica è finita: 7. Voce, personalità e carattere. Annalisa c’è e non ha paura di dimostrarlo su un pezzo della Vanoni.

Gaia e Lous The Yakuza – Mi sono innamorato di te: 7. Gaia è proprio brava, eh. Il suo inedito in gara non le rende giustizia, ma nella cover ha spaccato.

Colapesce e Dimartino – Povera Patria: 5. Fossero stati intonati, sarebbe stata sufficienza piena, perché la cover – nelle intenzioni – è stata eseguita davvero bene. Però, ragazzi, no.

Coma_Cose, Alberto Radius e Mamakass – Il mio canto libero: 6,5. Che i Coma_Cose siano fan di Battisti, chi li conosce da tempo lo sa bene. Certo è che confrontarsi proprio con un suo pezzo sul palco di Sanremo è sempre una scelta coraggiosa. La fortuna vuole che lo facciano la stessa sera in cui Bugo ha fatto la stessa scelta scriteriata e sul palco portano proprio quel Radius che con Battisti ha scritto un pezzo di storia. A questo punto, anche se l’avessero cantato coi piedi sarebbe stati comunque oltre la sufficienza. In ogni caso, ci siamo ma non troppo.

Malika Ayane – Insieme a te non ci sto più: 6. Bene ma non benissimo anche qui. Però che voce, ragazzi.

Max Gazzé, Daniele Silvestri e The Magical Mistery Band – Dal Mondo: 7,5. Escono alle due meno un quarto. Hanno ancora la forza di emozionare.

Ermal Meta e Napoli Mandolin Orchestra – Caruso: 7. Arrivano sul palco alle due di notte. Il rischio di essere soporiferi è alto. Invece se la cavano discretamente. Tutto bene.

Aiello e Vegas Jones – Gianna: 1. Voglio morire adesso.

Fiorello: 4. Non ho capito se a un certo punto della serata è sparito perché si è rotto i coglioni anche lui o c’è dell’altro.

Amadeus: 3. Il Festival è in calo di ascolti. Nell’anno in cui la sera siamo tutti a casa a non fare un cazzo. Potrebbe farsi delle domande. E invece no. Vaneggia sul fatto che la gente non ha voglia di guardare il Festival perché incazzata. Mica perché è di una noia mortale. Non sia mai.

Zlatan Ibrahimovic: 5. Un po’ in ripresa rispetto alla prima serata, ma è sempre un grande boh. “Io Vagabondo” con Sinisa entra nella leggenda del trash.

Sintesi. E anche la terza serata se la semo tolta dalle palle. Sempre meglio di una testata contro il muro.

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